La tragedia greca era una forma di spettacolo completa di poesia, canto e danza. La tradizione manoscritta ci ha restituito purtroppo ben poco di questa elevatissima forma artistica. Quando oggi leggiamo una tragedia, o la vediamo rappresentata, veniamo ancora coinvolti emotivamente dalle vicende dei protagonisti, anche se siamo in grado di ricostruire una minima parte dell’apparato impiegato nella performance; la nostra operazione equivale a leggere un libretto di un’opera lirica senza ascoltarla: ognuno rimarrebbe colpito dalla tragedia di Rigoletto, che trova davanti ai propri occhi il cadavere della figlia al posto di quello del suo peggior nemico, ma ascoltare il canto del protagonista eleva a potenza il culmine di questo dramma: la musica è l’anima di tali composizioni. Lo scopo di questo lavoro è quello di portare un contributo minimo alla ricostruzione dell’aspetto musicale nella tragedia greca, ponendo l’accento in particolar modo sulla performance del coro. In questa operazione risiede il carattere sperimentale della tesi: si è cercato di capire, per quanto possibile, “come” cantava il coro greco, cioè in che modo si univano le voci, quali note e quali tempi venivano eseguiti. Il risultato finale è stata la realizzazione di un Compact Disc, in cui trovano una loro esemplificazione le mie conclusioni, di certo non definitive: non vi è infatti la pretesa si ricostruire con certezza una musica le cui radici si erano già perse almeno due secoli prima dell’era volgare. Sono però certo di aver reso, attraverso un’analisi delle fonti esistenti, almeno un’idea del canto corale nella tragedia classica. |
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